VIAGGIO LIGURIA E TOSCANA IN MOTO

11 settembre – 20 settembre 2026

Maurizio Cittadini, Federico Aime e Tore Plaisant.


Scrive Maurizio:

Venerdì 11 settembre

Partiti in tre: io con Africa Twin 1100, Federico Aime con BMW gs 1250, Tore Plaisant con Honda nc 750.
Per quanto mi riguarda il viaggio mi consentirà di testare il nuovo interfono e di verificare la navigazione con l’impiego di Android auto oltre che del mio classico navigatore con OSMAND; in pratica ne dovrei avere due in simultanea.
Parto con la classica giacca Dainese che in teoria è “quattro stagioni” dopo essere stato convinto dagli amici in previsione di freschetto nei passi e di qualche goccia d’acqua che si prevede per il 17.
La mia intenzione iniziale era di usare la vecchia ma sempre valida giacca Rallye, ben più leggera.
L’itinerario è stato tracciato attingendo da testi di turismo motociclistico messi a disposizione da Tore.
Appuntamento da Pirani in viale La playa alle 16,30 dove ci raggiunge Sandro Canetto per salutarci.
Viaggio verso l’imbarco di Olbia tranquillo con temperatura calda ma sopportabile (circa 28°); durante il tragitto non facciamo nessuna sosta se non per rifornire nel distributore classico in zona di Orune lungo la SS 131 DCN.
A Olbia ci rechiamo al ristorante già sperimentato in altre occasioni (Ristorante Barbagia) con l'obiettivo di mangiare la zuppa gallurese.
Io arrivo in maniera indipendente al ristorante perché entro a Olbia da un ingresso diverso da quello preso dagli altri (ma al ristorante arriviamo in contemporanea).
Niente da fare per la zuppa gallurese perché è affollato e sono le otto ma noi dobbiamo andare all'imbarco entro le nove.
Mangiamo al volo un classico tagliere e poi un assaggio di spaghetti con vongole e bottarga che ci viene portato troppo in ritardo; il conto è salatissimo in relazione a ciò che “non” mangiamo (sarà il peggiore di tutto il viaggio).
Ci imbarchiamo puntuali senza grandi difficoltà e ci ritiriamo nelle cabine in vista della levata chizzana di domani.
Oggi abbiamo fatto 270 Km.
In nave subito in cabina perché domani ci tocca alzarci presto.


Sabato 12 settembre

Sveglia alle 5,30 in nave dove consumiamo una colazione prepagata, da dimenticare.
Prima delle 7 siamo sbarcati e in men che non si dica ci perdiamo appena usciti dal porto.
Ci ricongiungiamo, facciamo nuova colazione in un bar fuori dal porto e ripartiamo seguendo la traccia, che prevede di arrivare a La Spezia passando da Pisa (via Camp Darby), Viareggio, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Cinquale, Massa, Colonnata, Fantiscritti, Carrara, Ortonovo, Castelnuovo Magra, Fosdinovo, Sarzana e Lerici.
Inizia a guidare Federico che sbaglia e rischia di portarci in autostrada.
Poi subentro io, seguendo la traccia su Osmand e ci fermiamo a Cinquale per fare benzina, prendere un nuovo caffè (per Tore è più essenziale della benzina nella moto!), fare pipì e acquistare acqua.
Finora non avevo mai visitato il litorale di Forte dei marmi: molto bello, signorile, ordinato.
A Cinquale chiamo Roberto Pardini (ex impresario noto a Cagliari anche per la sua bravura con le barche a vela), che conosce anche Tore e che è di queste parti, anche se non lo sento da anni.
Risponde molto gentilmente ma è a Parma e mi rimprovera per non averlo avvisato in anticipo perché ci avrebbe portato a mangiare bene.
Dopo Forte dei marmi e Cinquale, andiamo verso le Alpi apuane, passiamo da Massa e da lì andiamo verso Colonnata (celebre per il lardo come ricorda Federico!).
Non arriviamo a Colonnata perché nei suoi pressi la strada oggi è chiusa.
Il paesaggio delle cave di marmo è suggestivo, anche se la natura è violentata con intere montagne sventrate.



cave di marmo


Da Colonnata facciamo una vecchia e bella strada con varie gallerie prive di rivestimento e di illuminazione e arriviamo a Ponti di Vara da cui si osservano da vicino le cave di Fantiscritti.



strada da Colonnata a Fantiscritti



Da lì a Carrara è un attimo.
A Carrara la situazione peggiora di colpo perché finiamo nel bel mezzo del giro ciclistico della Lunigiana con la polizia che chiude molte strade ed in particolare alcune in cui dovevamo passare noi.
Tra chiusure di strade e soste obbligate perdiamo un sacco di tempo.
Ad ogni buon conto saltiamo il percorso da Ortonovo e riprendiamo la traccia più avanti verso Castelnuovo Magra: bella strada con diversi tornanti.
All'ora di pranzo ci fermiamo a Fosdinovo dove consumiamo un pasto veloce ma buono (un tagliere completato da tortine, lardo di Colonnata, frutta).




Castello di Fosdinovo


Castello di Fosdinovo


pasto a Fosdinovo


Fosdinovo

Dopo pranzo Federico si sdraia su una panchina per siesta mentre io e Tore facciamo un giro del paesino fino al vecchio castello oggi trasformato in bed and breakfast.
Con calma ripartiamo in direzione Lerici e la Spezia dove arriviamo in hotel e dopo la doccia facciamo una passeggiata sul lungomare fino in centro dove ci fermiamo a cenare con piatti tipici liguri (acciughe, polpo, pasta tipica).



lungomare La Spezia


La Spezia dal porto


ponte Thaon de Revel

Dopo cena gelato e rientro all’Hotel Ghironi.
Oggi abbiamo percorso circa 150 Km.


Domenica 13 settembre

Dopo una buona colazione consumata in hotel partiamo verso le 9 in direzione Porto Venere.
In meno di cinque minuti ci perdiamo; io sono perfettamente in traccia mentre gli altri bucano un incrocio e seguono un'altra strada, come gli propongono i navigatori dopo il ricalcolo della rotta a seguito dell’errore.
In effetti la traccia è un pochino contorta e ciò significa che la prossima volta che capiterà di tracciare, con MAPPITE o altro software, bisognerà prestare particolare attenzione a cosa viene proposto all'interno dei centri abitati.
Solo così sarà possibile evitare percorsi illogici nella realtà.
Ad ogni buon conto dopo un po' ci ricompattiamo a Porto Venere, posto molto bello e turistico, dove sostiamo per un caffè.



Porto Venere


Poi proseguiamo seguendo la traccia e visitando un punto panoramico sopra Porto Venere dove incontriamo degli zingari che sembrano accampati lì da sempre.



foto di gruppo sopra Porto Venere


Rientrati in direzione La Spezia voltiamo per la via delle Cinque Terre.
Si tratta di una strada panoramica che presenta una serie di discese verso il mare che approcciamo quasi regolarmente.
Sono tutte o molto contorte, strettissime e piene di tornanti, in generale difficili da guidare, ovvero si arriva in prossimità di un centro abitato e risulta interdetto l'accesso (per esempio Riomaggiore e Vernazza).
Da segnalare un sorpasso di Federico prima dell'ingresso di una galleria proprio mentre usciva un'auto, a fari spenti, in senso contrario: pericolosissimo!
Alla regola del divieto di accesso al centro abitato fa eccezione Monterosso che, infatti, raggiungiamo fino alla spiaggia dopo aver pranzato all'Hotel del Colle, situato in quota ai margini della strada panoramica.



Monte Rosso


veduta delle cinque terre da Monte Rosso


Dopo la visita a Monterosso proseguiamo il giro ma saltiamo le ultime discese verso il mare dopo l'ennesima strada contorta che ci stanca.
Tore prosegue per conto suo verso Sestri Levante, utilizzando anche un pezzo di autostrada, mentre io e Federico dopo aver tagliato la discesa a mare di Moneglia ci arriviamo dall'Aurelia.
A Sestri Levante l'Hotel dei Due Mari è bello e ci accoglie un receptionist motociclista che racconta delle sue disavventure con dovizia di particolari (incidente con fratture varie e riabilitazione tormentata) e col timore da parte di Federico di una richiesta di consultazione medica in quel momento fastidiosa.
L'hotel, con tanto di piscina ad acqua di mare, è compreso tra la Baia del silenzio e la Baia delle favole (dovuta alla permanenza qui per un certo periodo di Hans Cristian Andersen), nel promontorio di Sestri Levante.
Il centro di Sestri Levante è ben sistemato e piacevole da visitare; troviamo facilmente un ristorante dove consumiamo una buona cena ligure (ancora acciughe e trofie al pesto su tutto).



acciughe


nella piazza centrale di Sestri Levante


la chiesa di Sestri Levante la sera


Dopo i 160 km fatti oggi, siamo stanchi e andiamo a dormire dopo una breve passeggiata.



Lunedì 14 settembre

In albergo la colazione è ricca e soddisfacente a parte il cappuccino schifoso con schiuma che copre un liquido a base di caffè incandescente.
Alle 9 partiamo ma faccio una sosta alla pasticceria Rossignotti per comprare un pandolce genovese, ampiamente assaggiato in questi due giorni e che ha un suo perché.
Percorriamo la SS1 Aurelia compreso il passo del Bracco e tiriamo dritti fino a Borghetto Vara dove ci fermiamo per un caffè e sosta.
L’Aurelia è piacevole da percorrere, tortuosa ma scorrevole.
Il percorso è conforme alla traccia anche se per strada troviamo vari lavori in corso con qualche deviazione e con molti sensi unici alternati regolati da semafori (una fastidiosa ad Aulla dove facciamo qualche giro in più per ritrovare l’uscita giusta).
Andiamo avanti fino a Colognola (frazione di Piazza al Serchio) dove mangiamo un abbondante tagliere.
Durante il pasto Tore propone di modificare il finale della tappa facendo una puntata a Barga, non distante dalla nostra meta prevista, per via di certe curiosità del posto legate ad una rilevante presenza scozzese.
La proposta di Tore sembra intrigante per cui riprendiamo seguendo la traccia e decidendo di allungarla a Barga prima di arrivare in albergo.



bosco di nocciole della Garfagnana


Le strade sono belle e nell'ultimo tratto attraversiamo un grande bosco di nocciole, sopra Castelnuovo Garfagnana, dove ci fermiamo in sommità e facciamo alcune foto (oggi ne abbiamo fatto pochine) e decidiamo di modificare la parte finale della traccia evitando di passare dal centro di Castelnuovo.
Federico inserisce la destinazione nel navigatore e conduce il gruppo con Tore a seguire e io a chiudere.
Così facendo passiamo per Castelvecchio Pascoli dove ci sono dei lavori in corso nei sottoservizi.
In corrispondenza del cantiere mettono un semaforo da senso unico alternato che, in realtà non è molto visibile perché a momenti nascosto da un miniescavatore che sta operando.
Federico si accorge del semaforo all'ultimo momento e si ferma bruscamente perché è rosso.
Tore lo segue da vicino e viene sorpreso dalla brusca frenata di Federico e non riesce ad evitare il tamponamento.
Cade a terra.ed esplodono gli airbag sia di Federico che di Tore e nella moto di Tore si rompe il parabrezza e un paramani.
Non si fa male nessuno anche perché l’impatto avviene a moto quasi ferme, però inizia il dramma di Federico.
Nota una lieve ammaccatura al bauletto della sua moto!
Avrebbe preferito certamente subire una frattura scomposta!
Inizia un lungo ragionamento (durerà per tutto il viaggio e non so se oggi sia terminato) sulle varie modalità di ripristino a nuovo del bauletto.



bauletto di Federico


Inoltre avrà l’onere di spedire a Dainese il suo airbag per la ricarica (sistema caro e secondo me poco pratico rispetto a quello di Tore che in serata provvede a ripristinare la funzionalità del suo Airbag).
Ad ogni buon conto risistemiamo la moto di Tore con abbondante utilizzo di nastro americano e proseguiamo per Barga, dove la questione scozzese viene molto ridimensionata (pare che ci sia semplicemente una volta all’anno una festa scozzese dovuta a scambi culturali legati ad emigrazioni avvenute anni fa).
Col malumore di Tore e di Federico arriviamo finalmente all'albergo dove riposiamo prima di cenare in un agriturismo lì vicino a base di zuppa di farro e baccalà (io e Tore) e pollo (Federico).
Per precauzione ci portiamo dietro la felpa per la passeggiata dopo cena, ma in realtà non c’è freddo.
Oggi abbiamo fatto 190 km


Martedì 15 settembre

Colazione modesta in hotel alle 8 e partenza alle 9.
Partiamo più coperti degli altri giorni pensando a possibile freddo nei passi che dobbiamo fare, ma la giornata è bella ed estiva anche oggi.
Inizia lo stress da caffè senza il quale Tore si ferma.
Seguiamo la traccia che ci porta sulla strada del Passo delle Radici, con sosta caffè a Castiglione della Garfagnana; bel vecchio villaggio dove visitiamo la piazzetta del municipio passando dalla porta del ponte levatoio.



Castiglione Garfagnana


Castiglione Garfagnana


La strada del Passo delle Radici la ricordavo dalla volta precedente in cui l’avevamo fatta con Alessio e Federico; ha molte curve e non è per niente pendente ma lunga.
Dopo molte curve ci fermiamo al Passo delle Radici da cui, dopo alcune foto, scendiamo a Pieve Pelago in provincia di Modena ma anziché proseguire verso Pavullo nel Frignano, come avevamo fatto la volta scorsa, giriamo per l'Abetone.



Passo delle Radici confine


In pratica facciamo una discesa ed una risalita dall'Appennino.
All'Abetone facciamo sosta bar e ci troviamo in compagnia di parecchi motociclisti.



Abetone


La giornata è caldissima e i timori che avevamo prima della partenza si rivelano infondati. Dopo mezz’oretta di riposo dall'Abetone scendiamo per strade tortuose e strette verso Bagni di Lucca e poi verso Collodi.
Si tratta di zone molto boscose e verdi e poco abitate.
Da segnalare che nella parte bassa, verso Bagni di Lucca, incrociamo dei TIR che salgono su queste stradine molto strette e difficili da guidare(?).
A Collodi foto al monumento a Pinocchio per proseguire in direzione Vinci.



Collodi


Lungo strada sosta pranzo in una trattoria economica, con pasto non memorabile.
Poi passiamo per Lamporecchio, Vinci, Empoli e finalmente arriviamo a Montelupo Fiorentino alle 3,40 circa.
Dopo doccia e riposo facciamo una visita a Montelupo Fiorentino che si rivela abbastanza deludente.



centro di Montelupo Fiorentino


Montelupo Fiorentino


Molto buona la cena toscana, invece.
Oggi abbiamo fatto 170 km


Mercoledì 16 settembre

Colazione, modesta, in hotel come al solito.
Partenza alle nove, con giornata estiva, e avvio della affannosa ricerca del caffè per Tore. Riusciamo a prenderlo a Greve in Chianti al Caffè del Popolo.
Proseguiamo seguendo in maniera fedele la traccia e fermandoci a Castellina in Chianti per la rituale foto col Gallo nero, simbolo del Chianti.



Castellina in Chianti


Tappa a San Gimignano, molto caratteristica con le sue torri e veramente piena di turisti, in particolare stranieri.



San Giminiano


torri di San Giminiano


Altra tappa a Volterra anch’essa invasa dai turisti; si è fatta ora di pranzo e ci fermiamo a mangiare delle lasagne in una bettola in centro.
Per la prima volta Tore non termina una pietanza durante un pasto!
La cosa ha dell’incredibile, visto che in tutto il viaggio ha ampiamente goduto dei ristoranti mangiando mediamente quanto me e Federico messi insieme.
Ripartiti da Volterra facciamo tappa a Pomarance passando da Larderello dove passiamo accanto alla centrale di produzione di energia elettrica geotermica.
Le strade sono piacevoli da guidare perché ricche di curve ma scorrevoli, tipiche collinari, in una campagna molto verde, contrariamente al paesaggio sardo.
Verso le cinque arriviamo a Campiglia Marittima e prendiamo possesso delle camere nel bed and breakfast Sesto Senso, gestito da una signora svizzera, molto elegante con vista sul golfo di Follonica con sullo sfondo l'isola d'Elba e più in lontananza quella del Giglio.
Io e Federico facciamo un tuffo in piscina e prima di cena visitiamo la vecchia rocca dove ci raggiunge anche Tore.



Hotel Campiglia Marittima


Rocca di Campiglia Marittima


Poi facciamo un piccolo giro nel centro storico medievale di questo paese molto caratteristico.
Anche qui troviamo turismo straniero.
Su consiglio della signora che gestisce il bed and breakfast ceniamo in un locale in centro, molto bene.
Altro fatto straordinario: Federico pulisce il piatto delle fettuccine con colatura di acciughe e pomodorini.
Io mangio fettuccine ai funghi porcini, pure molto buoni.



cena a Campiglia Marittima


Oggi abbiamo fatto 220 km


Giovedì 17 settembre

La colazione in hotel è molto buona ed io per la prima volta apprezzo i cibi salati ed in particolare una buonissima omelette.
Partiamo tenendo a portata di mano gli antipioggia perché ce la attendiamo.
Il percorso prevede la discesa a Porto Santo Stefano passando lungo la costa con puntate a Punta Ala e a Talamone per interrompere il trasferimento e vedere due località di una certa notorietà.
La ricerca del fatidico caffè ci porta ad una sosta a Scarlino dove ci affacciamo in spiaggia ma non troviamo un bar decente; nella spiaggia osserviamo un lungo pontile che Tore ci dice essere collegato alle produzioni della Solvay che in anni andati hanno prodotto seri inquinamenti alla zona (quel litorale è caratterizzato da una spiaggia con un retrospiaggia occupata da una estesa pineta fino alla strada e prima della Maremma).
Dalla strada deviamo per Punta Ala percorrendo alcune decine di kilometri.
A Punta Ala Federico ci offre un caffè ma si dimentica di pagare dopo aver detto alle bariste: “non crederete che andiamo via senza pagare!”
Rientrati nella strada principale finiamo a Grosseto e lungo l’autostrada dritti a Porto Santo Stefano.
Saltiamo la visita a Talamone perché Federico non sa seguire le tracce o ha deciso di non seguirla, e il giro dell'Argentario per evitare di fare tardi all'imbarco previsto per le ore sedici con biglietti preacquistati online.
Quando arriviamo c'è la sorpresa della nave Toremar (nave Giuseppe Rum) in avaria.



Porto Santo Stefano


Perdiamo tutto il giorno nel capire cosa fare tra promesse di partenze più o meno imminenti, nulla osta alla corsa da parte del commissario RINA in arrivo da Livorno, possibilità di fare la traversata con la compagnia Maregiglio, eventualità di viaggiare senza moto, eventualità di trovare un nuovo albergo all'Argentario e chi più ne ha più ne metta.
Nel frattempo ci fermiamo a mangiare roba di mare in una trattoria al porto
Subito dopo Federico entra in crisi digestiva senza capire se la causa sia stata la frittura di calamari o le cozze, provenienti dal mio risotto alla pescatora.
Alla fine riusciamo a imbarcarci alle 19 e in un ora siamo all'Isola del Giglio, raggiungiamo l'albergo, ci facciamo la doccia e andiamo a cena in un posto a circa 1 km, accompagnati da una navetta dell’albergo con un autista indiano.



Isola del Giglio, Hotel Castello Monticello


Alla cena non partecipa Federico in preda ai problemi intestinali. Io e Tore apprezziamo la cena.
Resta il problema di cosa fare domani visto che l’imprevisto guasto al traghetto ci ha scombussolato i piani che prevedevano per oggi il giro dell’Isola e la ripartenza domani mattina alle nove.
La giornata è stata estiva e di pioggia neanche l’idea. Oggi fatti 140 Km.


Venerdì 18 settembre

La colazione alle 7,45 ci serve anche per decidere cosa fare.
Optiamo per fare il giro dell'Isola e poi chiedere lo spostamento del biglietto ad una corsa successiva oppure fare un altro biglietto.
La giornata è estiva.
Sarebbe sciocco rinunciare al giro dell’Isola posto che non credo che ci torneremo.
Alle 8,45 siamo in moto e scendiamo al porto per discutere con la biglietteria.
Non ci spostano il biglietto perché è chiusa e decidiamo di tornare alla una per vedere se possibile prendere il traghetto dell'una e mezzo.
All’Isola del Giglio ci sono poche strade; la prima strada che facciamo è quella che porta al faro di Capel Rosso.
A tratti la strada attraversa un tunnel di vegetazione e arriva in prossimità del faro ma termina a circa settecento metri.
Solo io raggiungo a piedi il faro, che in realtà ormai è ex faro, oggi bed and breakfast di lusso.



Isola del Giglio, Faro di Capel Rosso


Da lì andiamo al borgo medievale denominato Giglio Castello, ancora una volta bello e analogo agli altri centri storici visti nel viaggio.
Compriamo dei panini da consumare in traghetto con il miglior capocollo del mondo (Tore con acciughe) e qualche magnete.



Giglio Castello


Proseguiamo verso Giglio Campese che è una località turistica niente di speciale e poi alla spiaggia delle Cannelle, prima di recarci al porto per capire se riusciamo a partire.
Al porto troviamo la nave Toremar che però opera a nolo per conto della compagnia Maregiglio.
Dopo varie incertezze il comandante ci consente di salire a bordo utilizzando i biglietti in nostro possesso.
La solita ora di traversata e arriviamo a Porto Santo Stefano dove decidiamo di fare il giro dell’Argentario che ieri avevamo saltato.
E’ lo stesso giro già fatto anni fa con Alessio e Federico.
Panorami molto belli e strade così così.



Isola del Giglio vista dall'Argentario


A una decina di kilometri da Porto Ercole la strada diventa sterrata.
La facciamo.
Me la ricordavo più agevole quando l’avevo percorsa con la Suzuki Vstrom 650, ma forse mi manca ancora la piena confidenza nella guida su sterrato dell’Africa Twin.
Arrivati a Porto Ercole facciamo benzina, Federico acquista farmaci per i suoi problemi intestinali e Tore propone di abbandonare la traccia verso Arcidosso per un percorso con autostrada più veloce e scorrevole.
Lo assecondiamo e gli diciamo di guidare il gruppo pur inserendo nei navigatori anche noi la destinazione Arcidosso (noi impostiamo googlemaps e Tore imposta TOMTOM).
Ripercorriamo la autostrada verso Grosseto ma ad un certo punto Tore tira dritto anziché svoltare in direzione Siena come indicato dai nostri navigatori.
Provo a telefonargli ma non mi risponde ed invece prosegue a 130 Km/h senza esitazioni: magie del TOMTOM, penso!
Dopo poco meno di 30 Km il TOMTOM gli dice di invertire la marcia e lui si meraviglia.
Ci dice che non riesce a vedere il monitor del TOMTOM, spostato dopo l’incidente con Federico, e che non riceve più le indicazioni sonore che lo guidavano.
Rimediamo trovando la strada corretta ed arriviamo ad Arcidosso verso le sette.
Il bed and breakfast è nel centro storico per cui troviamo il modo di lasciare le moto in una piazzola ai margini e andiamo nelle stanze.
Federico ancora non partecipa alla cena (si fa portare pane ed acqua come un carcerato al 41 bis) mentre io e Tore ci rechiamo alla locanda Rossa Bastarda, annessa al bed and breakfast.
A cena buon mangiare toscano.
Tore, rispettando i suoi riti che prevedono oltre al caffè dopo la partenza anche la ricerca di una buona birra a pasto e di olio piccante per condire le pietanze, chiede alla cameriera un condimento piccante.
Senz’altro!
Gli forniscono un olio chiamato Lacrimae Christi con tanto di teschio e tibie nell’etichetta.



cena ad Arcidosso


Lui irrora come al solito i pici che ha ordinato e ottiene il risultato di buttare il piatto perché immangiabile.
Oggi abbiamo fatto 250 Km


Sabato 19 settembre

Federico si è ripreso dai suoi problemi intestinali.
Partiamo alle 9,30 con giornata estiva e seguiamo pedissequamente il percorso previsto sia pur con qualche svarione all'interno di alcuni centri abitati.
Dopo alcune decine di kilometri arriviamo a Radicofani e visitiamo la Rocca di Ghino di Tacco, celebrato da Dante e rievocato da Craxi quando usava quel nome per firmare degli articoli sulla stampa.



Rocca di Radicofani


Radicofani


Poi proseguiamo fino a Viterbo dove ci fermiamo a pranzo, prima di fare il giro del lago di Vico che presenta qualche curva insidiosa a causa di sabbia colata sulla strada da piogge recenti.
Arriviamo al porto di Civitavecchia con buon anticipo sull’imbarco e così chiudiamo il viaggio senza aver incontrato nemmeno una goccia d’acqua. Oggi abbiamo fatto 250 km.


Domenica 20 settembre

arriviamo al porto di Cagliari come previsto verso le 11 dopo una traversata tranquilla in cui ci siamo riposati. Personalmente mi fa piacere approdare a Cagliari ed evitarmi i 300 Km di SS 131!
In nave Federico incontra il suo vecchio amico Giancarlo con la Triumph che è di ritorno da un giro in moto in alta Italia insieme ad un altro amico con BMW GS 1250.
Ci salutiamo e ci rechiamo alle rispettive case in attesa di avere notizie da Tore in merito all’effetto dell’incontro con la moglie con la moto rattoppata.


Complessivamente mi risultano circa 1800 Km (comprensivi dei vari giri dovuti a sbagli di strada) con un consumo medio di 20,3 Km/l e 184 l di carburante consumati.


Impressioni di viaggio

Il viaggio è stato al caldo ma senza l’esagerazione del precedente viaggio sui Pirenei. Non abbiamo incontrato neanche una goccia d’acqua.
Le moto non hanno presentato nessun problema tecnico.
Il test su Android Auto è stato ampiamente positivo segnando per quanto mi riguarda un buon passo avanti nella capacità di navigare anche se lo spegnimento dell’audio si OSMAND a causa dell’eccesso di avvisi trasmessi, va riconsiderato all’interno dei centri abitati ovvero dove sono presenti molti svincoli concentrati.
Il sistema audio SENA si è rilevato buono con eccellenza nei canali musicali e buono (non ottimo) nel canale telefonico.
A fine viaggio ci scambiamo le opinioni sul gradimento del viaggio e sulle preferenze delle strade percorse, dei luoghi visitati e degli alberghi in cui siamo stati.
Di strade belle ne abbiamo percorso diverse sia dal punto di vista paesaggistico che dal punto di vista del piacere di guida.
Per quanto riguarda i luoghi visitati, personalmente mi sono piaciuti tutti (i centri medievali sono simili ed hanno tutti un certo fascino) da Giglio Castello a Campiglia Marittima, Fosdinovo, San Gimignano, Volterra, Sestri Levante, La Spezia, Arcidosso.
Una menzione a parte per le Alpi Apuane e per la Rocca di Radicofani che per me sono stati i luoghi più belli.
Relativamente all’enogastronomico la cena preferita è stata quella di Campiglia marittima a base di fettuccine con pomodorini e colatura di alici (Federico ha addirittura pulito il piatto), anche se io sono indeciso perché ricordo molti pasti buoni (baccalà, orata, tagliata di manzo, zuppa di farro, ...) e quasi ovunque (Sestri, La Spezia, Montelupo, Campiglia, ....).
Per quanto riguarda le strade percorse, quella che ha riscosso più successo è quella delle cave di marmo sopra Carrara che da Colonnata va a Fantascritti.
Per me sono da citare anche quelle di montagna in arrivo in Garfagnana o in uscita dall'Abetone verso Bagni di Lucca e Collodi.
L’hotel preferito è stato all’unanimità il Sesto Senso di Campiglia Marittima, sia come alloggio perché ognuno aveva delle suite (Tore la migliore) che come vista (lo sguardo si perdeva nella baia di Follonica con le isole all’orizzonte); personalmente ho gradito anche il bagno in piscina.
Bilancio:
- in tutto sono stati percorsi circa 1.800 km (salvo differenze tra una misura e l’altra per qualche differenza di percorrenza e imprecisioni delle misure);
- il costo delle navi è stato di 209,06 euro (andata Olbia Livorno) più 147,62 euro (ritorno Civitavecchia Cagliari) più 83,50 (traghetti per e da Isola del Giglio) per un totale pari a 440,18 euro; - in benzina ho speso 189,29 euro (il costo a litro è ormai oltre i 2 euro e spesso vicino a 2,2 euro) per un totale di 88,64 litri consumati che corrispondono ad un consumo medio di circa 20,3 km/l (media di tutto il viaggio con tutte le andature);

- il costo degli hotel è stato di 855,57 euro (più caro 177, meno caro 67,5); - il costo dei pasti e beverage è stato di 488.46 euro (compreso i bar); - non abbiamo speso per autostrade; - altri costi (gadget, tickets, parcheggi, gelati, pastiglie,ecc.) pari a 86,7 euro; - Il costo totale del viaggio complessivamente è pertanto risultato pari a 2060.20 euro.


ELENCO HOTEL

1) Hotel Ghironi La Spezia
2) Hotel dei due mari Sestri Levante
3) Hotel La Lanterna  Castelnuovo Garfagnana
4) Hotel Granducato Montelupo fiorentino
5) Sesto Senso suites Campiglia marittima
6) Hotel Castello Monticello Giglio castello
7) Locanda Thalassa Arcidosso




Alla prossima,
un saluto a tutti !